"Odio la vile prudenza che ci agghiaccia e lega e rende incapaci d'ogni grande azione, riducendoci come animali che attendono tranquillamente alla conservazione di questa infelice vita senz'altro pensiero."
(Giacomo Leopardi)



"In pratica le persone che mi vogliono bene spesso non si accorgono infatti che il loro "ti appoggio" si trasforma in un "mi appoggio"
(Miranda Taten)



martedì 4 dicembre 2007

Benvenuto...

Caro mio Blog (anche se per me sarai sempre “Caro Diario”),
e così anche tu, da oggi, fai parte della mia piccola comitiva di amici immaginari.
Tuttavia, se mi ci sono voluti anni per attribuire un nome ed un volto ad ognuno dei folletti della mia fantasia, con te è diverso.
Sarà stato forse quel tuo sguardo profondo a convincermi che di te ci si può fidare. O, più probabilmente, il fatto che indossi sempre quei lupetti che a me piacciono tanto.
Tuttavia, dato che ci siamo, vorrei farti notare che non mi è ancora del tutto chiaro il motivo per cui stai sempre seduto all’angolo della stanza (qualunque essa sia) a fissarmi nell’attesa che io abbia qualcosa d’interessante o profondo da dirti.
Se devo dirla tutta, non mi piace nemmeno un po’ quel ruolo che ti sei arbitrariamente attribuito: sembri uno psicoanalista! Non che abbia qualcosa contro la categoria, ma da uno dei miei nuovi amici mi aspettavo qualcosa di diverso. Hai presente quella situazione tipo in cui due persone si scambiano battute, frasi, opinioni e, talvolta, litigano? Esattamente quel tipo d’interazione è ciò che maggiormente si avvicina al tipo di rapporto che avevo in mente per noi due.
Dunque, mio caro e dolce Blog, saresti così gentile da alzarti da quella sedia e, sulla scia del nostro vecchio conoscente Lazzaro, camminare verso la mia direzione?
Ti rendi conto che non è sufficiente elargire sorrisetti davanti ai voli pindarici della mia fantasia? O, ancor peggio, ti rendi conto che non puoi limitarti ad allungarmi un fazzolettino di carta tutte le volte che non riesco a trattenere le lacrime?
Se avessi voluto un altro dei tanti muri di gomma che bazzicano nella mia vita, sarebbe stato sufficiente andare in uno degli uffici della Regione Sicilia, scrivere un’altra lettera, mai pubblicata, sul vero stato di smarrimento in cui versano molti giovani, laureati e non, alla ricerca di un posto di lavoro o, addirittura, cercare di spiegare a uno degli utenti delle Poste che se hanno inventato il numeretto, non c’è bisogno di cercare testimoni per decidere chi è arrivato per primo!
Con affetto.
Claudia

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