"Odio la vile prudenza che ci agghiaccia e lega e rende incapaci d'ogni grande azione, riducendoci come animali che attendono tranquillamente alla conservazione di questa infelice vita senz'altro pensiero."
(Giacomo Leopardi)



"In pratica le persone che mi vogliono bene spesso non si accorgono infatti che il loro "ti appoggio" si trasforma in un "mi appoggio"
(Miranda Taten)



giovedì 13 marzo 2008

Ai spik inglish - lesson tiu



(il disegnino non è del tutto mio … e si vede!)
Ieri ho dovuto prendere atto che tra me e gli studenti della mia classe, nella loro ancora ingenua testolina, corre la stessa differenza che c’è tra un mammut e un elefante.
L’ascolto della canzone di cui vi ho parlato nel post precedente ha riscosso un enorme successo. Superate le angosce provocate dalla possibilità di prendere dei voti (bastardo chi li ha inventati!), infatti, hanno accettato di buon grado e con entusiasmo di partecipare al gioco che proponevo loro: individuare dall’ascolto il maggior numero di vocaboli.
Il problema, dunque, non è stato determinato dal gioco in sé, quanto dal dover prendere atto che nessuno sapesse chi fossero i figli dei fiori. E vai con la descrizione del loro abbigliamento (gonne colorate, treccioline colorate, etc…), della loro stravaganza (contestualizzata negli anni in cui il fenomeno ebbe inizio) e, soprattutto, della loro filosofia.
Inutile dirvi che ho preferito limitarmi all’enunciazione di “Peace & Love” tralasciando piccoli particolari tipo libertà sessuale, libera diffusione delle droghe e, infine, Woodstock.
Anche perché se avessi detto loro “Woodstock”, con ogni probabilità mi avrebbero risposto: “Cud iu ripit plissss?”
E io: “Woodstock”
E loro con lo sguardo vitreo e atterrito di chi non solo non sta capendo niente, ma ti sta prendendo per pazzo: “I laik english veri mach!”
La differenza tra l’elefante e il mammut si è ripresentata allorché abbiamo parlato (in realtà è stato un piccolo monologo) dei principi di base dell’Unione Europea grazie alla quale, per altro, stanno frequentando questo corso di potenziamento.
L’euro, ad esempio, è l’euro. E vai a spiegare che alla loro età compravo tutto con la lira e che per partire avevo bisogno del passaporto.
Eccoli ripresentarsi quegli occhi di ghiaccio che ti fissano come se stessi dicendo parole tipo: “Gabalà, tetoché, piripin ciripà…blaubleu ziu zazzo!”
A quel punto cominciano a pesarti i tre orecchini che pendono da un unico lobo. Mentre il piccolo tatuaggio che, ovviamente, resiste ancora al peso della gravità, sembra sussurrarti parole del tipo: “Bella mia, per loro, hai superato da un pezzo il giro di boa!”
Tristezza? No. Assolutamente no. Al contrario, ero e sono ben felice di scoprire che i cicli della vita, in quanto tali, si ripetono sempre con la stessa cadenza. Tutti, nonostante le diversità, percorriamo le stesse strade e, di generazione in generazione, aggiungiamo piccoli particolari.
Sono un mammut felice che ha tanto da imparare da questi giovani elefanti.
Oggi pomeriggio tornerò all’attacco con l’ Unione Europea e, soprattutto, con il suo motto:
UNITED IN DIVERSITY.

3 commenti:

Unknown ha detto...

E brava la nostra esperta in lingue! Dai dai tuoi racconti sembra che tu abbia finalmente trovato un lavoretto che ti piace. Dai che forse la fortuna sta iniziando a girare.

Claudia ha detto...

Il lavoretto mi piace ma ha anche una scadenza. Comunque, prima che tu dica che sono pessimista, è già un qualcosa.
E' una bella esperienza...e i ragazzi sono molto dolci, disarmanti e, alle volte, sorprendenti.

Stefania ha detto...

Sempre il tempo!!!
Sono felice che Hair faccia parte del tuo blog!
Bella l'idea di insegnare ai tuoi alunni l'inglese iniziandoli al 68!! Si, per ora Pis&lov basta...tanto ci penseranno da soli ad approfondire. Come hai detto tu.
Sei sempre molto coerente, e come sempre ho sorriso. Credo però che i tuoi piccoli allievi meritino due parole in più. Ci potresti raccontare di come trascorrono il tempo quando tu NON LI VEDI.
Ps: conosco la sensazione del peso degli orecchini! Credo che rientri tra quelle cose che non è sempre facile spiegare.
Bis Bald mein Freundin!